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Dal 2004 cultura e passione per la birra

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La «John Lemon» ritirata dal mercato
๐ŸŽ‰ La «John Lemon» ritirata dal mercato

Yoko Ono, vedova di Lennon, fa ritirare dal mercato la birra «John Lemon». Il titolare: «Ora tutti vogliono una bottiglia ricordo». Il birrificio bretone Brasserie de l’Imprimerie produceva da 5 anni la birra stagionale al limone e zenzero. Per il titolare Aurélien Picard, il nome era un gioco fonetico ispirato al cantante dei Beatles, accompagnato da un’etichetta con la caricatura del musicista. Una craft beer bretone travolta dal successo e da una diffida internazionale è al centro dell'attenzione mediatica. Nel settore della birra artigianale, dove originalità e branding rappresentano spesso elementi decisivi, la storia della birra «John Lemon» dimostra quanto un’idea di marketing possa trasformarsi in una complessa vicenda legale. A Bannalec, nel Finistère, il birrificio bretone Brasserie de l’Imprimerie produceva da circa cinque anni questa birra stagionale al limone e zenzero. Per il titolare Aurélien Picard, il nome era un gioco fonetico ispirato a John Lennon, accompagnato da un’etichetta ironica con la caricatura del cantante dei Beatles. L’iniziativa non è però passata inosservata. Yoko Ono, vedova di John Lennon e titolare della tutela commerciale del nome del marito, ha inviato una diffida formale alla Brasserie de l’Imprimerie, sostenendo la violazione del marchio registrato. Dopo il confronto legale, è stato raggiunto un compromesso: le circa 5mila bottiglie già prodotte potranno essere vendute fino al 1º luglio 2026, dopodiché la John Lemon scomparirà definitivamente dal mercato. Paradossalmente, proprio la controversia ha aumentato l’interesse verso il prodotto. Le bottiglie sono diventate oggetti da collezione, attirando consumatori da tutta la Bretagna.

08/05/2026
Birraio dell’Anno 2025
๐ŸŽ‰ Birraio dell’Anno 2025

Agostino Arioli è stato proclamato Birraio dell’Anno, un riconoscimento atteso che coincide con i trent’anni di attività del Birrificio Italiano e della birra artigianale italiana. Al secondo posto si è classificato Marco Valeriani del birrificio Alder di Seregno, seguito da Elia Pina di 50&50 di Varese, per un podio interamente lombardo.

19/01/2026
Produzione e consumi di birra in calo
๐ŸŽ‰ Produzione e consumi di birra in calo

Secondo l’European Beer Trends Report 2025 di The Brewers of Europe, la produzione di birra nell’Ue è diminuita da 367 milioni di ettolitri nel 2019 a 345 milioni nel 2024, registrando un calo del 6%. I primi dati relativi al 2025 confermano una nuova flessione. Anche le esportazioni, che in passato avevano compensato la contrazione della domanda interna, mostrano un rallentamento per il secondo anno consecutivo. Il rapporto attribuisce questa fase recessiva all’inflazione, all’aumento dei costi produttivi, ai problemi nella logistica globale e alle difficoltà legate alle materie prime influenzate dal cambiamento climatico. Il segmento delle birre analcoliche continua invece a crescere rapidamente: negli ultimi cinque anni è aumentato del 25% e oggi rappresenta il 7,5% del consumo totale di birra nell’Unione. I produttori europei si confrontano con uno scenario complesso: il consumo nei pub, bar e ristoranti — che un tempo assorbiva un terzo della birra bevuta in Europa — è sceso a circa un quarto. Pur pesando meno in termini di volume rispetto alla vendita al dettaglio, la birra consumata nei locali genera la quota maggiore del valore aggiunto del settore, sostenendo migliaia di piccole e medie imprese e numerosi posti di lavoro. Le difficoltà della ristorazione si ripercuotono quindi sull’intera filiera, dagli agricoltori agli eventi e al turismo. Dopo anni di espansione, anche il numero di birrifici attivi nell’Ue si è stabilizzato intorno alle 9.700 unità, segnalando un rallentamento rispetto alla vivacità che aveva caratterizzato l’ultimo decennio.

10/12/2025
Pfas nella birra
๐ŸŽ‰ Pfas nella birra

Un nuovo studio condotto dall’istituto RTI International ha rilevato la presenza di sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche (Pfas) nel 95% delle birre analizzate negli Stati Uniti. Si tratta di composti chimici noti come “inquinanti eterni”, perché resistono alla degradazione e tendono ad accumularsi nei tessuti biologici, con possibili effetti dannosi sulla salute. I ricercatori hanno esaminato 23 tipi di birra provenienti da diverse regioni del Paese, scoprendo che in quasi tutti i campioni erano presenti Pfas, in alcuni casi oltre i limiti fissati dall’Agenzia per la protezione ambientale (EPA). Le concentrazioni più elevate sono state riscontrate nelle birre prodotte vicino al fiume Cape Fear, in North Carolina, un’area già nota per la contaminazione delle acque. Le birrerie filtrano l’acqua per migliorarne il sapore, ma non dispongono di sistemi in grado di eliminare le sostanze chimiche persistenti. Negli Stati Uniti circa il 18% dei birrifici opera in zone dove l’acqua potabile è già contaminata, il che significa che molti consumatori potrebbero assumere Pfas senza saperlo. Il problema, sottolineano gli esperti, non riguarda solo la birra, ma anche altre bevande a base d’acqua come tè, caffè e bibite. Sebbene lo studio si sia concentrato su un numero limitato di campioni, i risultati sollevano interrogativi sulla sicurezza di prodotti di largo consumo e sull’urgenza di affrontare la diffusione di questi “inquinanti invisibili”.

08/11/2025
Il lievito terrestre che sogna le stelle
๐ŸŽ‰ Il lievito terrestre che sogna le stelle

Un microrganismo antico come la civiltà umana potrebbe un giorno diventare il primo colono del Pianeta Rosso. Un giorno, forse, stapperemo una birra su Marte. E potrebbe non essere un sogno da fantascienza, ma il risultato di un esperimento scientifico reale. Secondo un recente studio pubblicato sulla Revista de la Asociación Geológica Argentina, il Saccharomyces cerevisiae — il classico lievito da birra — sarebbe capace di sopravvivere alle condizioni estreme del Pianeta Rosso. Dal bicchiere al laboratorio Il team guidato dalla geologa argentina Pamela G. Aramayo ha simulato in laboratorio le caratteristiche dell’ambiente marziano: temperature attorno ai –60 °C, bassa pressione atmosferica, radiazioni ultraviolette e un suolo ricco di ossidi. In questo contesto, diversi microrganismi terrestri sono stati messi alla prova. E il risultato più sorprendente è arrivato proprio dal protagonista delle nostre birre: il lievito. Il Saccharomyces cerevisiae ha mostrato una resistenza inaspettata, riuscendo a mantenere parte della sua vitalità e della struttura cellulare anche dopo esposizioni prolungate. Un segno che, forse, la vita è più tenace di quanto immaginiamo. Più di una birra nello spazio L’obiettivo dello studio non è solo — o non ancora — quello di portare la birra nello spazio. Comprendere come organismi terrestri possano adattarsi a un ambiente extraterrestre significa aprire la strada a sistemi biologici autosufficienti: piccole biosfere in grado di produrre cibo, energia e materiali su altri pianeti. Il lievito, in questo, è un candidato ideale. Trasforma zuccheri in alcol, anidride carbonica ed energia: tre elementi che, in un’ipotetica economia marziana, potrebbero rivelarsi fondamentali. Prove di sopravvivenza marziana Per testarne la resistenza, i ricercatori hanno sottoposto i lieviti a due sfide estreme. La prima: onde d’urto ad alta intensità, per simulare l’impatto di meteoriti o le variazioni di pressione tipiche di Marte. La seconda: esposizione a sali di perclorato, composti ossidanti abbondanti nel suolo marziano. Sorprendentemente, alcuni ceppi selvatici di S. cerevisiae sono riusciti a sopravvivere a entrambe le condizioni, continuando persino a crescere — seppure lentamente. Non una vita comoda, ma una prova di resilienza eccezionale. La strategia del sopravvivere Il segreto sta nei suoi meccanismi cellulari. Quando si trova sotto stress, il lievito attiva una risposta precisa: forma piccoli aggregati interni, i cosiddetti P-bodies e stress granules, che conservano l’RNA e proteggono i messaggi genetici essenziali. È come se entrasse in una modalità di “ibernazione intelligente”, aspettando tempi migliori per riprendere la sua attività. Dalla Mesopotamia a Marte Che un organismo nato per fermentare pane e birra possa resistere su un altro pianeta è un’immagine affascinante. Il lievito, silenzioso compagno dell’uomo fin dagli albori della civiltà, potrebbe diventare il primo colono microbiologico di Marte. E forse, un giorno, quando solleveremo un bicchiere sotto un cielo rosso, non brinderemo solo a un successo scientifico, ma anche alla straordinaria capacità della vita — e dell’ingegno umano — di adattarsi ovunque.

01/11/2025
Heineken Official Beer Supplier di SSC Napoli
๐ŸŽ‰ Heineken Official Beer Supplier di SSC Napoli

La SSC Napoli ha annuncito un accordo con Heineken®, che diventa Official Beer Supplier del club per la stagione 2025/26. Il marchio di birra di fama mondiale, punto di riferimento per gli appassionati di calcio, accompagnerà i tifosi azzurri al Maradona e sarà protagonista di un calendario di attività dedicate, pensate per arricchire l’esperienza del match-day. In occasione delle sfide contro Inter, Juventus e Milan, inoltre, la sala hospitality dello stadio partenopeo “Champions Club” ospiterà l’Heineken® After Party: un evento esclusivo per brindare alle emozioni della partita e vivere momenti di networking, con dj-set, catering d’eccellenza e un’atmosfera firmata Heineken. L’iniziativa consolida la crescita del brand SSC Napoli nel panorama internazionale e conferma la volontà di Heineken® di essere protagonista nel calcio, offrendo esperienze di intrattenimento di alto livello.

23/10/2025

๐Ÿบ Recensioni

Birra di Natale Noel Baladin
๐Ÿบ Birra di Natale Noel Baladin

Una birra scura dal colore tonaca di frate, sormontata da una schiuma cremosa e compatta: è la Noel, la birra di Natale firmata dal birrificio artigianale piemontese Baladin. Al naso sprigiona note di cioccolato e scorza d’arancia, accompagnate da un delicato sentore di malto torrefatto e frutta secca.

Pubblicata il 24/12/2025
Menabrea Christmas Beer
๐Ÿบ Menabrea Christmas Beer

La birra di Natale per antonomasia! Una specialità stagionale di Birra Menabrea, una rossa di antica tradizione, dal tenore alcolico non elevato (5,20% vol.) e caratterizzata da un gusto speziato, ottenuto dall’impiego dei migliori malti. Questa ricetta, come da tradizione, è prodotta e distribuita nel periodo delle Feste di fine anno ed è disponibile nei seguenti formati: - Bottiglie da 33 cl con etichetta dedicata al Natale (casse da 10 bottiglie) - Christmas Box con 6 bottiglie e 2 bicchieri - Bottiglione da 2 lt in edizione limitata Un ottimo regalo di Natale per veri intenditori o da gustare - a 6/8° C - insieme ad un delizioso panettone!

Pubblicata il 17/12/2025
N'artigiana Birra di Natale
๐Ÿบ N'artigiana Birra di Natale

Un’edizione speciale che richiama l’eleganza delle cartoline d’epoca, tra atmosfere innevate, scorci storici di Napoli e dettagli natalizi. La grafica, impreziosita da finiture in oro a caldo, riflette la stessa cura artigianale che caratterizza la birra. Un brindisi al Natale partenopeo di un tempo, tra tradizione, magia e qualità autentica. Un omaggio alla secolare tradizione presepiale, questa Limited Edition celebra l'arte e la magia del Natale partenopeo. Il suo colore si veste di un ambrato intenso che ricorda le luci delle festività, sormontato da una schiuma densa e persistente. Al naso è una festa di profumi, dove le note calde di spezie natalizie si fondono con sentori di frutta sotto spirito e un delicato tocco di malto caramellato. Pensata per accompagnare la ricchezza delle tavole natalizie. Il suo gusto avvolgente e strutturato la rende l'abbinamento ideale per i primi piatti della tradizione (come il ragù o la lasagna), carni rosse arrosto e selvaggina. È sublime anche con formaggi stagionati e, per un finale sensazionale, si sposa magnificamente con i dolci tipici delle feste come panettone e roccocò. un brindisi al Natale partenopeo

Pubblicata il 10/12/2025
La bionda più piccola del mondo
๐Ÿบ La bionda più piccola del mondo

Una bottiglia di birra Carlsberg in miniatura, è quella che l'azienda definisce la birra più piccola del mondo, con la scritta "analcolica" come simbolo di moderazione. Il birrificio danese l'ha creata per sensibilizzare sul consumo responsabile

Pubblicata il 24/10/2025
Atra di 32 Via dei birrai
๐Ÿบ Atra di 32 Via dei birrai

Birra bruna (7.3% vol. alc.) con profumi caldi e morbidi, aromi di frutta matura e caramello, stilisticamente vicina alle "dubbel" belghe. Sapore leggermente amarognolo dato dal malto torrefatto che regala poi profumi di caffè, caramello e cioccolato. Birra dal corpo molto scorrevole con “watery” tipico Belga. Schiuma beige, compatta, sottile e persistente; colore scuro color tonaca di frate, libero da solidi in sospensione, ma talvolta velato da lievito; gasatura fine. Per gustarla al meglio servila in un bicchiere ampio e svasato a temperatura ambiente per poter apprezzare il bouquet torrefatto, con note di caffè, cioccolato, carruba, nocino e sentori di doga di botte umida, leggera liquirizia, nespola matura e caramello.

Pubblicata il 17/10/2025
N’artigiana Analcolica
๐Ÿบ N’artigiana Analcolica

N’artigiana Analcolica conserva le proprietà antiossidanti e rilassanti dei luppoli senza l’effetto dell’alcol, rappresentando una scelta funzionale al benessere e alla quotidianità. Grazie a una fermentazione parziale e a un processo di dealcolizzazione a freddo, N’artigiana Analcolica conserva un profilo sensoriale autentico e ben definito. Di colore dorato chiaro e schiuma fine, al naso rivela note di cereale, fiori bianchi e un accenno di agrume. Il gusto è equilibrato, morbido e leggermente amaro, con un finale asciutto che ne valorizza la bevibilità. Leggera ma strutturata, si abbina con insalate ricche, piatti vegetariani e cucina fusion a base di verdure e spezie delicate.

Pubblicata il 10/10/2025
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